NC-289
23.03.2025
È martedì sera e sei a Nolo con gli amici, nel celebre quartiere milanese ormai famoso per i suoi locali "hipster" e vicini alla comunità LGBTQ+. Non sai cosa fare: ogni locale cattura la tua attenzione, dal noto Ghe Pensi Mi - punto di riferimento per gli amanti della stand-up comedy - al più dinamico e gay-friendly Noloso. Eppure, nessuno ti convince del tutto. Mentre cammini tra le vie ti ritrovi davanti a un luogo che, nonostante le piccole dimensioni, racchiude interi mondi: il Cinema Beltrade. Ma non è una serata qualsiasi con i soliti film in cartellone. Davanti al cinema, un gruppo di ragazzi appassionati sta presentando una rassegna dedicata a dei giovani cineasti e ai loro lavori. Solo dopo aver parlato con loro e scoperto il progetto, capisci che è proprio lì che vuoi passare il tuo martedì sera: al Cinema Beltrade, con i ragazzi di Tafano, per assistere alla quarta edizione di Indocili.
Siamo ormai giunti alla quarta edizione di Indocili, la rassegna cinematografica organizzata dall’associazione Tafano, nata con l’obiettivo di far conoscere le opere di giovani cineasti indipendenti. Ciò che rende Indocili unica rispetto ad altre rassegne è la volontà di non limitarsi alla magica sala del Cinema Beltrade - partner fidato che ospita l’evento fin dalla sua nascita - ma di portare il cinema anche fuori dalle sue mura, creando un’atmosfera più informale e rilassata. Infatti, prima di ogni proiezione, è possibile incontrare i registi protagonisti della rassegna al mitico Bar Rondò, a due passi dal cinema. Un’occasione per parlare non solo dei film in programma, ma anche della situazione cinematografica attuale (in Italia e oltre) il tutto in un ambiente conviviale e sorseggiando una birra.
Il poster di Indocili 2025
La grande novità di questa quarta edizione di Indocili è la collaborazione con una delle più importanti piattaforme amate dai cinefili di tutto il mondo: Mubi. Sarà ospite della serata il Alessandro Del Re (senior programming manager della piattaforma).
Martedì 25 si terrà il quarto incontro di Indocili, con due giovani registi che, attraverso la loro arte, hanno cercato di abbattere i confini nazionali raccontando storie di vita lontane, ma al tempo stesso vicine. La serata si aprirà con Majonezë (2024), cortometraggio di Giulia Grandinetti. La giovane regista italiana racconta la storia di Elyria, una ragazza che vive con un padre rigido da cui cerca di liberarsi. Girato in albanese-serbo e interamente in bianco e nero, il corto diventa una storia senza tempo, capace di parlare universalmente a tutti. La ribellione di Elyria, inizialmente celata dietro un’apparente sottomissione, esplode infine in un urlo liberatorio, simbolo di un’intera generazione che cerca il proprio posto nel mondo, emancipandosi da idee e imposizioni altrui.
Majonezë (2024)
Giulia Grandinetti ha debuttato nel 2020 col suo lungometraggio Alice and the Land that Wonders, per poi dedicarsi a una trilogia di cortometraggi distopici: Guinea Pig, Tria - del sentimento del tradire e Majonezë (che sarà appunto proiettato nel corso della serata). Pur raccontando la realtà, Grandinetti non rinuncia al mondo onirico, aggiungendo elementi che trasportano il reale nel sogno.
A seguire, verrà proiettato Taxibol (2023), mediometraggio di Tommaso Santambrogio. Dall’Albania ci si sposta in Sud America, dove il regista filippino Lav Diaz – che per l’occasione abbandona la regia per vestire i panni di attore – condivide un viaggio in taxi per le strade di Cuba insieme a Gustavo Flecha, un tassista cubano. Nella prima parte del film, i due, pur parlando lingue diverse, riescono a confrontarsi su temi profondi come l’amore, la vita, il lavoro e le passioni. Dopo essersi aperti l’uno all’altro, Diaz confessa a Gustavo il vero motivo del suo viaggio a Cuba: trovare Juan Mijares Cruz, ex generale del dittatore Marcos, complice dei suoi crimini contro il popolo filippino, e ucciderlo. Nella seconda parte, invece, il pubblico diventa spettatore della vita dell’ex generale nella gabbia dorata che si è costruito in quegli anni di autoesilio. Anche Taxibol è completamente girato in bianco e nero (eccetto per le immagini di repertorio) e gioca con lo spettatore attraverso il genere del mokumentary, dove la narrativa e il genere documentaristico si incontrano.
Tommaso Santambrogio, classe 1992, è un giovane cineasta che proprio a Cuba ha avuto modo di collaborare con diversi registi di fama internazionale, tra i quali proprio Lav Diaz. Il suo lavoro L'ultimo spegne la luce (2021) è stato nominato ai David di Donatello, mentre Gli oceani sono i veri continenti (2023), il suo primo lungometraggio, è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia durante Le giornate degli autori.
Due film, due sguardi diversi sul mondo, un'unica serata di grande cinema indipendente. Indocili ti aspetta al Cinema Beltrade per un’esperienza che va oltre lo schermo.
Taxibol (2023)
NC-289
23.03.2025
È martedì sera e sei a Nolo con gli amici, nel celebre quartiere milanese ormai famoso per i suoi locali "hipster" e vicini alla comunità LGBTQ+. Non sai cosa fare: ogni locale cattura la tua attenzione, dal noto Ghe Pensi Mi - punto di riferimento per gli amanti della stand-up comedy - al più dinamico e gay-friendly Noloso. Eppure, nessuno ti convince del tutto. Mentre cammini tra le vie ti ritrovi davanti a un luogo che, nonostante le piccole dimensioni, racchiude interi mondi: il Cinema Beltrade. Ma non è una serata qualsiasi con i soliti film in cartellone. Davanti al cinema, un gruppo di ragazzi appassionati sta presentando una rassegna dedicata a dei giovani cineasti e ai loro lavori. Solo dopo aver parlato con loro e scoperto il progetto, capisci che è proprio lì che vuoi passare il tuo martedì sera: al Cinema Beltrade, con i ragazzi di Tafano, per assistere alla quarta edizione di Indocili.
Siamo ormai giunti alla quarta edizione di Indocili, la rassegna cinematografica organizzata dall’associazione Tafano, nata con l’obiettivo di far conoscere le opere di giovani cineasti indipendenti. Ciò che rende Indocili unica rispetto ad altre rassegne è la volontà di non limitarsi alla magica sala del Cinema Beltrade - partner fidato che ospita l’evento fin dalla sua nascita - ma di portare il cinema anche fuori dalle sue mura, creando un’atmosfera più informale e rilassata. Infatti, prima di ogni proiezione, è possibile incontrare i registi protagonisti della rassegna al mitico Bar Rondò, a due passi dal cinema. Un’occasione per parlare non solo dei film in programma, ma anche della situazione cinematografica attuale (in Italia e oltre) il tutto in un ambiente conviviale e sorseggiando una birra.
Il poster di Indocili 2025
La grande novità di questa quarta edizione di Indocili è la collaborazione con una delle più importanti piattaforme amate dai cinefili di tutto il mondo: Mubi. Sarà ospite della serata il Alessandro Del Re (senior programming manager della piattaforma).
Martedì 25 si terrà il quarto incontro di Indocili, con due giovani registi che, attraverso la loro arte, hanno cercato di abbattere i confini nazionali raccontando storie di vita lontane, ma al tempo stesso vicine. La serata si aprirà con Majonezë (2024), cortometraggio di Giulia Grandinetti. La giovane regista italiana racconta la storia di Elyria, una ragazza che vive con un padre rigido da cui cerca di liberarsi. Girato in albanese-serbo e interamente in bianco e nero, il corto diventa una storia senza tempo, capace di parlare universalmente a tutti. La ribellione di Elyria, inizialmente celata dietro un’apparente sottomissione, esplode infine in un urlo liberatorio, simbolo di un’intera generazione che cerca il proprio posto nel mondo, emancipandosi da idee e imposizioni altrui.
Majonezë (2024)
Giulia Grandinetti ha debuttato nel 2020 col suo lungometraggio Alice and the Land that Wonders, per poi dedicarsi a una trilogia di cortometraggi distopici: Guinea Pig, Tria - del sentimento del tradire e Majonezë (che sarà appunto proiettato nel corso della serata). Pur raccontando la realtà, Grandinetti non rinuncia al mondo onirico, aggiungendo elementi che trasportano il reale nel sogno.
A seguire, verrà proiettato Taxibol (2023), mediometraggio di Tommaso Santambrogio. Dall’Albania ci si sposta in Sud America, dove il regista filippino Lav Diaz – che per l’occasione abbandona la regia per vestire i panni di attore – condivide un viaggio in taxi per le strade di Cuba insieme a Gustavo Flecha, un tassista cubano. Nella prima parte del film, i due, pur parlando lingue diverse, riescono a confrontarsi su temi profondi come l’amore, la vita, il lavoro e le passioni. Dopo essersi aperti l’uno all’altro, Diaz confessa a Gustavo il vero motivo del suo viaggio a Cuba: trovare Juan Mijares Cruz, ex generale del dittatore Marcos, complice dei suoi crimini contro il popolo filippino, e ucciderlo. Nella seconda parte, invece, il pubblico diventa spettatore della vita dell’ex generale nella gabbia dorata che si è costruito in quegli anni di autoesilio. Anche Taxibol è completamente girato in bianco e nero (eccetto per le immagini di repertorio) e gioca con lo spettatore attraverso il genere del mokumentary, dove la narrativa e il genere documentaristico si incontrano.
Tommaso Santambrogio, classe 1992, è un giovane cineasta che proprio a Cuba ha avuto modo di collaborare con diversi registi di fama internazionale, tra i quali proprio Lav Diaz. Il suo lavoro L'ultimo spegne la luce (2021) è stato nominato ai David di Donatello, mentre Gli oceani sono i veri continenti (2023), il suo primo lungometraggio, è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia durante Le giornate degli autori.
Due film, due sguardi diversi sul mondo, un'unica serata di grande cinema indipendente. Indocili ti aspetta al Cinema Beltrade per un’esperienza che va oltre lo schermo.
Taxibol (2023)